Affido familiare: come funziona?

"Un bambino è un piccolo angelo le cui ali diminuiscono man mano che le sue gambe si allungano"

19 AGO 2015 · Tempo di lettura: min.
Affido familiare: come funziona?

Affido familiare vs adozione: l'affido familiare è un percorso temporaneo in cui è previsto il ritorno del minore nella famiglia d'origine e presuppone il mantenimento dei rapporti, laddove possibile, con essa durante l'intero percorso, mentre l'adozione è un processo in cui vengono definitivamente interrotti i rapporti con la famiglia naturale.

L'affido non cambia la natura giuridica del rapporto del minore e i suoi genitori. Con l'adozione il minore diviene a tutti gli effetti figlio della nuova coppia, di cui acquisisce il cognome; i genitori adottivi devono possedere determinati requisiti oggettivi (età, matrimonio/stabile convivenza) che per quelli affidatari non sono previsti.

Chi può effettuare l'affido?

Possono diventare affidatari coppie con o senza figli, sposate o conviventi, singole persone. È importante che la risorsa sia affettivamente accogliente, protettiva, temporanea e aiuti il minore a sviluppare e valorizzare le sue potenzialità e risorse, senza giudicarlo.

A chi dovranno rivolgersi le persone interessate a questo percorso?

L'affidamento viene proposto e attuato dal Servizio Sociale, ossia dalla struttura preposta al servizio di protezione, cura e tutela dell'infanzia; diventa esecutivo dopo l'intervento di un organo giudiziario.

Tipologie di affido presenti

L'affido può essere consensuale o giudiziale e, a seconda della durata e del tipo di accoglienza, può essere residenziale (a lungo o breve termine) sulle 24 ore, diurno dove il bambino trascorre con la famiglia affidataria o in casa famiglia parte della giornata, ma rientra dai suoi genitori e, infine, d'urgenza.

Quando si può definire concluso un affido familiare?

L'affido si può concludere nel momento in cui la famiglia naturale ha superato le proprie difficoltà e può riaccogliere il bambino oppure quando la prosecuzione non sia più nell'interesse del bambino o ragazzo affidato o, ancora, quando l'affidato abbia raggiunto la maggiore età. È importante che gli affidatari coltivino l'idea del ritorno nella famiglia naturale, che raccontino al minore della sua famiglia guardando al futuro con speranza ed accoglienza.

Scritto da

Dott.ssa Deborah Rossit

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