Adolescenza, reti sociali e vicissitudini del corpo

l lavoro descrive due progetti-pilota, realizzati presso l'Ospedale XXX, nell'intento di tracciare nuovi percorsi che prendano in carico l'adolescente, attraverso un lavoro terapeutico-riabilitativo. o.

8 SET 2015 · Tempo di lettura: min.

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Adolescenza, reti sociali e vicissitudini del corpo

Il due progetti che presenterò nascono dal mio tirocinio post-lauream di psicologia, presso il Centro Diurno Adolescenti dell'Ospedale "XXX" di Verona. Essi si propongono esemplificativi per ulteriori sviluppi e risentono dell'inesperienza del mio ruolo di tirocinante.

Lo scopo del primo progetto è stato di creare sul territorio una rete formale e informale, che si rivela importante come regolatore psicobiologico e affettivo (Solano 2001, p.336).

In tal senso, l'attività motoria, può essere utilizzata nel trattamento adiuvante per il trattamento dei problemi di salute mentale (Scully, Kremer, Meade, Graham, e Dudgeon, 1998), il miglioramento dell'immagine di sè (Rosenthal e Beutall, 1981) dell'autostima (Faulkner e Sparkes, 1999) e della sindrome dismetabolica (obesità centrale, ipertensione, iperlipidemia, iperglicemia e resistenza all'insulina) in soggetti che assumono psicofarmaci (Usher et al. 2006).

Nello specifico, lavorare sulla motricità con gli adolescenti rivela la ricchezza del linguaggio del loro corpo, il quale dietro la spinta pulsionale dell'Es, comunica ciò che non ha una rappresentazione linguistica (Giaconia, 2009). In particolare, negli adolescenti con una grave patologia psichica, la perdita della percezione dei propri confini porta all'esperienza di essere depredato e invaso dall'estraneità, il corpo diviene fonte nostalgica di un dialogo sospeso e congelato fra soma e mondo.

Il corpo Leib (corpo vivente) intenzionale ed aperto nell'intersoggettività (Husserl, 1931), diviene privo di senso, si disarticola dalle componenti spazio-temporali e affettive; depauperandosi della storicità personale e dell'ambiente. Il corpo-soggetto giungendo ad una scissione con l'Io, diviene corpo Körper (corpo oggetto), disperdendosi come cosa tra gli altri oggetti, oppure diviene fonte dispercettiva in cui si mineralizza, diventando di legno, o di pietra...(Resnik, 2001).

Recuperare gli affetti e le metamorfosi del corpo, attraverso la proposta di un corso di attività motoria

Laddove il breakdown adolescenziale, l'esperienza depressiva o il tentativo di suicidio, sembrano averli cancellati, potrebbe essere un tentativo di ripristinare l'articolazione tra corpo Körper e corpo Leib in un'unica unità.

Già Freud (1890) cominciò ad occuparsi del rapporto fra psiche e soma, in occasione dei primi studi sull'isteria, riconoscendo che gli stati psichici si manifestano attraverso il flusso del movimento, che può essere trattenuto nella tensione muscolare o essere libero nelle posture o nelle espressioni del viso, ecc..

Tale descrizione sembra far riferimento agli schemi corporei (attività sensoriale-mentale-motoria,) che si realizzano con la fusione consapevole dell'immagine corporea (coordinamento sensoriale) e con l'immagine motoria (coordinamento mentale del gesto da compiere) (Virgili, Presutti, 2005) percepibile dall'atleta come una sensazione di perfetta unione con il "corps-propre" (Merleau-Ponty, 1975) ed esperienza immediata dell'esistenza di un unità corporea.

"In questo contesto lo schema corporeo si identifica con l'esperienza del corpo al mondo (...) un modo di esprimere che "il mio corpo è al mondo" (Merleau- Ponty, 1945).

Il primo "mondo" conosciuto dal bambino è il corpo della madre. Winnicott nella formazione di un "corpo proprio" parla del "processo di insediamento della psiche nel corpo", in cui il contenimento e le percezioni corporee, facilitano la formazione e l'integrazione di un'immagine corporea.

Nell'anoressia, invece, esiste solo un Körper-cosa e "può essere pensata come la conseguenza di un oggetto primario narcisistico di cui non è stato possibile fare il lutto e che continua ad essere nel corpo del soggetto stesso. La minaccia contenuta in questa impossibile separazione provoca una spaccatura da parte della psiche che contiene l'oggetto idealizzato da una parte (da cui tutte le attenzioni e le cure per il corpo idealizzato) e dall'altra il corpo che accoglie l'oggetto melanconico e che deve essere annientato" (fine citazione Costantini, 2009).

Attraverso manipolazioni l'adolescente, tatua, incide, perfora il proprio corpo, in modo da padroneggiarlo, riappropriandosene e costruendosi un processo iniziatico. Sembrano agiti che hanno preso parola nel corpo, pericoloso, poiché si sottrae alla logica dell'onnipotenza infantile, rendendo ancor più traumatico"l'enigma del corpo sessuato, che nessun apprendistato anteriore può permettere di evitare" (Bria, 1999, p.29).

Il corso di attività motoria che ho realizzato potrebbe costituire un "contenitore" per una "sana conflittualità", per la conoscenza delle proprie potenzialità, ma anche dei propri limiti. Esso è stato impostato su esercizi propedeutici all'atletica leggera, facendo riferimento ai fattori terapeutici delle dinamiche di gruppo (coesione, comportamento imitativo, apprendimento interpersonale, ecc..) (Yalom, 1995).

Tra le limitazioni c'erano le situazioni di gravi scompensi psicotici e i disturbi dell'alimentazione.

Conclusioni

Nella conduzione di questo lavoro mi sono posta alcuni obiettivi inerenti l'integrazione, la capacità di accogliere, contenere e trasformare il disagio in adolescenza; constatando come le risorse di questo periodo della vita siano molte, ma sia altresì necessario affinare nuovi strumenti riabilitativi e preventivi per far fronte alle attuali forme di sofferenza.

Le personali conoscenze in materia di sport, il mio controtransfert e le supervisioni cliniche del gruppo sono stati i miei strumenti. Eventuali riproposte del seguente progetto-pilota potrebbero prevedere la somministrazione di alcuni questionari (l'IPAQ, il BUT, il TSIA e il test di autostima di Rosenberg) e la valutazione degli esami ematochimici per la prevenzione delle malattie dismetaboliche, utili per vagliare scientificamente i risultati.

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Scritto da

Dott.ssa Antonietta di Renzo

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