A tutto sport fin da piccoli!

Fin da piccolissimi lo sport può essere davvero una palestra di vita. E’ un contesto protetto dove sperimentare e sperimentarsi.

6 mag 2014 Bambini e adolescenti - Tempo di lettura: min.

Fin da piccolissimi lo sport può essere davvero una palestra di vita. E’ un contesto protetto dove sperimentare e sperimentarsi e ricopre un ruolo primaria importanza per lo sviluppo della persona.

Attraverso il movimento il bambino scopre sé e il mondo circostante, tanto più nelle primissime fasi di vita in cui la conoscenza di sé e dell’ambiente avviene principalmente attraverso il proprio corpo.

Per questo è consigliato educare il bambino al movimento già dai primi mesi con percorsi di psicomotricità personalizzati e adattati alle diverse fasi evolutive.

Diversi studi dimostrano infatti come lo sviluppo del bambino non possa prescindere dal movimento ed è appurata l’esistenza di una vera e propria correlazione tra lo sviluppo motorio e quello intellettuale.

D’altronde, non dimentichiamo che siamo composti da due dimensioni, mente e corpo, indivisibili e intrinsecamente legate tra loro. Lo sviluppo dell’una influenza necessariamente quello dell’altra.

Sarà anche per questo che i benefici della psicomotricità sono considerati molteplici e variegati. Dal punto di vista biologico promuove salute e benessere fisico, a livello psicologico favorisce lo sviluppo personale e relazionale del bambino e per quanto riguarda l’aspetto sociale migliora la capacità di adattamento attivo all’ambiente e l’integrazione.

La psicomotricità, operando nell’ambito della prevenzione, dell’educazione e della terapia, è quindi un prezioso alleato per favorire lo sviluppo armonico della persona.

Se fin dai primi mesi di vita il corpo esprime il mondo affettivo ed emotivo del bambino. Già in età scolare notiamo come l’esperienza motoria porti effetti positivi su importanti apprendimenti scolastici. Per esempio nell’acquisizione della lettura, basata sulle componenti psicomotorie di base quali lateralità, ritmo e organizzazione spazio-temporale, e della scrittura, che richiede ad esempio motricità complessa, pressione e coordinazione oculo manuale. In adolescenza poi l’attività motoria favorisce lo sviluppo di attenzione, memoria, capacità di apprendimento, nonché migliora la comunicazione e la socializzazione del ragazzo.

Se dunque l’IO stesso della persona si sviluppa proprio dall’esperienza motoria, come potrebbe essere possibile farne a meno?

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