7 traumi infantili e del passato che influenzano l'età adulta

I traumi dell'infanzia ci seguono nell'età adulta, è un peso che porteremo per tutta la vita. Vediamo alcuni esempi di traumi infantili e come affrontarli e superarli!

25 NOV 2020 · Tempo di lettura: min.

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7 traumi infantili e del passato  che influenzano l'età adulta

Le ferite emotive di cui soffriamo durante l'infanzia possono essere trascinate per tutta la vita, anche nell'età adulta. Ecco perché dobbiamo imparare a disintossicarci da tutte queste emozioni, per imparare ad affrontare le emozioni in maniera sana e completa.

Che cos’è un trauma psicologico?

Si definisce un trauma psicologico un evento che causa fragilità, impotenza e dolore, e che altera la vita psichica di un individuo.

I traumi si possono generare sia in età infantile che adulta e possono essere più o meno intensi e di diverso tipo. Vediamone alcuni:

  • evento traumatico che mina la propria incolumità o mette a rischio la propria sopravvivenza. Questo tipo di evento è collegato a quegli eventi in cui la persona si trova in un momento che ha messo in pericolo la propria vita.
  • Abusi fisici e psicologici che, anche se non si sono trasformati in reali minacce per la propria sopravvivenza possono creare gravi danni a livello di autostima e di fiducia verso il mondo esterno.
  • Micro-traumi: non esistono solo grandi eventi che possono causare traumi, ma anche una serie di piccoli traumi o eventi stressanti che si susseguono, possono causare gli stessi sintomi di un evento catastrofico.
  • Traumi emotivi: durante la nostra vita siamo tutti sottoposti a piccoli o grandi traumi emotivi, che in molti casi si risolvono da soli, mentre in altri lasciano ferite profonde. In tutti i casi è comunque fondamentale elaborare e superare il trauma e non reprimerlo.

traumi infantili

I traumi infantili

I traumi e le ferite emotive nell'infanzia, fanno parte della spina dorsale delle nostre emozioni nell'età adulta. Per capire come funzionano, possiamo paragonarli a una pianta che è stata maltrattata quando è appena germogliata: i postumi di questo maltrattamento rimarranno sulla pianta, sulle sue foglie e sulle sue radici, per tutta la sua vita.

I traumi infantili sono molto comuni (ovviamente a veri livelli), tanto che circa il 78% dei bambini al di sotto dei 5 anni ha subito un trauma e un 20% dei bambini al di sotto dei 6 anni è in terapia per aver subito abusi, abbandono o perdita dei genitori.

I traumi più gravi possono portare a casi di disturbi post-traumatico da stress sia da bambini che da adulti, con conseguenze come perdita di consapevolezza o di memoria, problemi relazionali, visioni distorte della realtà e problemi emotivi.

I traumi infantili hanno pertanto un impatto molto forte in quello che è la costruzione dell’identità, ovvero in quel processo che include la consapevolezza di noi stessi e la costruzione della nostra autostima, del comportamento e del carattere, insieme alla capacità di vivere in una maniera sana e integra le esperienze emotive, sentendosi un individuo sicuro e completo. È evidente che se questo processo viene intaccato, in maniera più o meno grave, possono crearsi delle conseguenze importanti su diversi aspetti di noi stessi.

Conseguenze traumi infantili

Uno studio realizzato recentemente dall’università di Washington ha voluto indagare l’effetto che i diversi tipi di trauma possono provocare nei bambini (e nei futuri adulti).

Per fare questo hanno selezionato 247 bambini tra gli otto e i sedici anni analizzando il loro passato e la loro crescita. La scoperta più rilevante è stata che i bambini esposti a violenza, fisica, mentale, emotiva o sessuale, da piccoli hanno sviluppato un invecchiamento biologico più veloce: non solo pertanto a livello emotivo e comportamentale, ma anche a livello puberale e a livello di metriche cellulari (l’età epigenetica), questi bambini sviluppavano un invecchiamento maggiore.

Da qui l’ipotesi che questo sviluppo biologico accelerato possa portare problemi a livello fisico e mentale nel futuro, e associarsi, per esempio a sintomi di depressione.

D’altro canto, i bambini che sono stati sottoposti a vicende negative che comportano privazioni, come per esempio l’abbandono o un mancato accudimento, rivelano segno di uno sviluppo puberale ritardato rispetto ai bambini della loro stessa età.

Questi studi hanno cercato di analizzare come i diversi tipi di traumi generino influenze diverse sullo sviluppo, dettagliando come bisognerebbe considerare ogni evento traumatico per capire che influenza avrà nello sviluppo del bambino

Esempi traumi infantili

Abbiamo già visto alcuni esempi di traumi infantili nei paragrafi precedenti, ma in questa parte dell’articolo cercheremo di analizzare alcuni traumi infantili dalla diverse sfumature, che non hanno per forza conseguenze gravi, ma che possono lasciare comunque un segno negativo nella nostra vita e che potremmo voler riconoscere e superare!

1. Paura dell'abbandono, una prigione nel cuore

Questo tipo di trauma infantile ha origine quando la madre, o il caregiver, non è in grado o non è disposto a rispondere come una figura protettiva alle paure vissute dal bambino o letteralmente lascia la famiglia o il luogo del bambino. Si tratta spesso di bambini lasciati soli per lunghi periodi di tempo o cresciuti da altri, o semplicemente figli di genitori che, per motivi personali, non vogliono soddisfare adeguatamente le richieste di compagnia e attenzione richieste da bambini. Le persone che hanno avuto esperienze di abbandono durante l'infanzia tendono ad essere insicure e sviluppano una dipendenza emotiva, basata sulla paura di essere nuovamente abbandonate.

traumi infantili esempi

2. Violenza domestica, caos interno

Culturalmente, siamo abituati a ritenere alcune forme di violenza nell’educazione dei bambini come tollerabili: per esempio uno schiaffo o una sculacciata. Questi sono casi ovviamente minori rispetto a caso di violenza più gravi. Tuttavia, molti studi hanno dimostrato che qualsiasi tipo di violenza sui bambini, anche la più leggera è negativa. La violenza insegna ai bambini a risolvere i loro conflitti attraverso la violenza, a non affrontare adeguatamente le loro esplosioni di rabbia e a risolvere i loro conflitti familiari secondo la legge del più forte. Queste conseguenze e le ferite emotive dell'infanzia vengono trasportate nell'età adulta e colpiscono la persona e il suo ambiente, generando mariti e mogli autori di violenze.

3. Rifiuto, uno specchio dispiaciuto

Alcuni genitori rifiutano i loro figli per vari motivi: sono nati nel momento sbagliato, sono il prodotto della negligenza, sono esattamente come uno dei genitori, ecc.

Il rifiuto costante di un bambino creerà in lui un processo di auto-rifiuto. Questo dolore emotivo del passato si riverserà nell'età adulta, innescando in lui una sensazione di inadeguatezza e incapacità nei confronti della vita, del lavoro, della scuola o nelle relazioni sentimentali. Questi individui preferiranno rimanere soli e isolati.

4. Sentirsi vittime dell’ingiustizia

Fin dalla tenera età, i bambini hanno la capacità di valutare se una situazione in cui sono coinvolti è giusta o ingiusta o se ricevono un trattamento ineguale. E per coloro che hanno più figli, questa è una questione della massima importanza. Vivendo in un ambiente che è stato molto ingiusto, l'io si deteriora gradualmente, trasmettendo ai bambini l'idea di non meritare l'attenzione degli altri.

Un adulto che ha sofferto di questa ferita emotiva può diventare molto insicuro con una visione pessimistica della vita. Queste persone avranno problemi a fidarsi degli altri e a costruire relazioni, e inconsciamente penseranno che tutti le trattino male. D’altro canto però anche un po’ di gelosia tra fratelli è normale e a volte può capitare che uno dei fratelli vada più d’accordo con un genitore e viceversa, che possono lasciare piccole ferite emotive ma che con l’età tendono a rimarginarsi. È importante che i genitori riescano a capire cosa sta succedendo ai loro figli e che instaurino una forma di comunicazione che permetta ai bambini di esprimere i loro dubbi e le loro sofferenze e gli faccia sentire amati.

5. Tradimento, promesse non mantenute, un mondo terrificante

A volte, I genitori fanno grandi promesse, che poi non vengono mantenute, volontariamente o meno. Non riuscire a mantenere le promesse crea un trauma nel bambino, una ferita emotiva, che gli farà credere che il mondo e le persone intorno a lui sono inaffidabili. Diventerà un adulto con una personalità incerta, gelosa, paurosa e compulsiva.

shock emotivo infanzia

6. La ferita dell’umiliazione

Questo tipo di trauma è un tipo di trauma più che mai attuale, che può nascere sia nelle pareti di casa ma anche fuori. L’umiliazione è un trauma infantile che ha a che fare con bambini costantemente soggetti a situazioni umilianti, prese in giro e squalifiche, sia a scuola che a casa. I futuri adulti che subiscono queste umiliazioni, cresceranno con una forte tendenza alla depressione e una bassa autostima. Sicuramente tutti ricordiamo situazioni umilianti dell'infanzia, e basta ricordarle per capire quanto possa essere grave questo trauma emotivo dell'infanzia e come ci possa accompagnare nella vita adulta.

7. Paura dell'ignoto

Molti genitori incoraggiano i loro figli a perdere la paura dell'oscurità, dell'acqua o dei luoghi sconosciuti, o sottovalutano le loro paure dicendo loro di non avere paura. I bambini hanno bisogno di pazienza e l'immersione violenta in ambienti non familiari genera solo individui insicuri, timorosi del cambiamento e resistenti alla differenza.

6 Comportamenti che rivelano traumi infantili

Abbiamo visto che traumi diversi portano a conseguenze diverse nei futuri adulti, e che pertanto non è facile né prevederle né identificarle. Possiamo provare ad analizzare alcuni comportamenti e frasi che ci possono fare capire che la persona ha dei traumi passati da superare:

  1. L’infanzia mancata: questo tipo di trauma si può rinchiudere nella frase “non ho avuto un’infanzia”. Sono persone che non hanno tanti ricordi del passato o solo dei flash di memoria (flashbulb memory) e che pertanto mancano di una narrazione coerente del loro passato e della consapevolezza del sé, ovvero non hanno un senso autobiografico e si sentono come se l’infanzia gli fosse stata rubata. Queste persone hanno subito traumi e ferite che hanno cercato di rimuovere dimenticando tutto.
  2. Perdere una parte di sé stessi: questo tipo di conseguenza può essere descritto dalla frase “ho l’impressione di avere perso una parte di me, ma non so cosa”. Le persone che si sentono in questo modo sono persone che probabilmente hanno tentato di isolare la parte di loro stessi connessa al trauma per cercare di preservare loro stessi. Questo comportamento però può portare a forma dissociative del sé.
  3. Ritrovarsi sempre in relazioni tossiche o distruttive. Vi identificate nella frase “finisco sempre con persone che non fanno per me o che mi fanno stare male?” Succede molto spesso che chi ha vissuto un trauma e lo ha rimosso senza elaborarlo, finisce nel cercare negli altri la parte traumatizzata del proprio sé per continuare a riviverlo (questo atteggiamento si chiama coazione a ripetere), finendo così in relazioni tossiche e dipendenti.
  4. Evitare legami: questo atteggiamento potrebbe rispecchiarsi nella frase “Non voglio legami o voglio stare single per sempre”. Evitare legami o rimanere isolati vuol dire non mettersi in gioco e non affrontare la paura che qualcosa possa andare male. Le relazioni (di qualsiasi tipo: d’amore, d’amicizia, familiari, etc) sono fondamentali per lo sviluppo e la crescita personale.
  5. Evitare sé stessi. Le persone che non accettano parti di loro stessi tendono a ripetere frasi tipo “non mi piace pensare a me stesso”. Questo tipo di dissociazione si verifica, un po’ come le persone che sentono di aver perso una parte di loro stessi, quando il trauma che la persona che ha vissuto è legato a persone importanti della sua vita, il cui ricordo lo fa stare male. L’introspezione diventa un atto doloroso da compiere e la persona preferisce sfuggire e non elaborare il trauma, ma facendo così porta una frattura nella sua identità che può portare a comportamenti autodistruttivi o tossici.
  6. Disconnessione emotiva e incapacità a vivere un’esperienza emotiva. Queste persone normalmente hanno vissuto dei traumi nella loro famiglia di origine, magari perché tossica o disfunzionale, o perché vivevano in un ambiente dove le emozioni venivano represse. Queste persone cresceranno con l’idea che le emozioni non debbano essere vissute e quindi le reprimeranno, facendole esplodere poi in maniera impulsiva o negativa o in una sorta di anestesia emotiva. Ovviamente questo comportamento ha delle conseguenze sul nostro benessere psicofisico di una certa importanza.

come superare un trauma

Come superare i traumi del passato

Come in tutti gli avvenimenti della nostra vita, per superare i traumi del passato,  il primo passo è riconoscere di avere un problema e accettare quello che stiamo provando. In questo modo possiamo iniziare a elaborare ciò che ci è successo per provare a superare i traumi del passato. Ogni trauma ha bisogno di un processo e di un’elaborazione particolare che passa attraverso diverse fasi, di cui alcune molte dolorose. CI sono alcuni traumi che molto spesso con il passare dell’età riusciamo a elaborare e superare da soli, ma è sempre consigliabile in caso di malessere, o se siamo vittima di atteggiamenti tossici (nostri o degli altri), di iniziare una terapia che ci possa aiutare a superare i traumi e riprendere modelli comportamentali più sani e che aiutino a stare bene.

Genitori e figli: metodologia di apprendimento e la comprensione reciproca

I genitori rivestono ovviamente un ruolo fondamentale nella crescita e nella stabilità emotiva dei bambini. Da un lato i genitori devono essere consapevoli di questa realtà per monitorare e rivedere costantemente le loro azioni nei confronti dei bambini e della vita familiare, e ricordare che i bambini imparano di più guardandoci fare che ascoltando ciò che si dice. D’altro canto i bambini possono subire delle ferite emotive nel momento in cui non si sentono capiti o non in grado di capire ciò che sta succedono e ciò potrebbe influire sulla loro autostima e sicurezza. Ovviamente i bambini non arrivano con un manuale e i genitori non sono perfetti, ed è normale che commettano errori. L’importante è che i genitori imparino ad osservare il bambino, cercando di capire le sue necessità e cercando di evitare atteggiamenti che possano danneggiare la vita emotiva dei bambini.

Come genitori, è fondamentale prestare molta attenzione ai comportamenti e alle dimostrazioni dei bambini, per capire se c’è qualcosa che non va e per trovare la forma migliore di comunicare con i propri figli e dargli una base sicura,  per offrire loro un'infanzia piena di benessere, fiducia e amore. 

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Bibliografia

  • https://www.cdc.gov/violenceprevention/pdf/childmaltreatment-facts-at-a-glance.pdf
  • https://www.nctsn.org/what-is-child-trauma/trauma-types/early-childhood-trauma
  • https://www.apa.org/news/press/releases/2020/08/experiencing-childhood-trauma
  • https://www.sciencedaily.com/releases/2018/11/181101133812.htm

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3 Commenti
  • Ivan Seccia

    Buongiorno, ho letto il vostro articolo molto interessante perche parla di cose che conosco bene, tipo il trauma l’abbandono ecc Io ho traumi legati al contesto familiare, abbandono rifiuto e questo mi sta portando molti problemi col rapporto con la mia ragazza che a sua volta ha avuto gli stessi miei traumi. Abbiamo in comune l’insegnamento che ci e’ stato dato di reprimere le nostre emozioni specialmente la rabbia che viene considerata qualcosa di negativo e che quindi tante volte mi trovo costretto a reprimere perche ho paura che la mia ragazza si spaventi. Ho vissuto anche l’umiliazione sopratutto a scuola dove venivo preso di mira dai bulli e a casa avevo paura che i miei genitori si facessero del male. Ho pochissimi ricordi della mia infanzia, e quel poco che ricordo e’ la paura e l’ansia che avevo nei confronti della vita e dell’ambiente malsano che c’era nella citta dove vivevo da bambino. Tutto questo ha avuto un grosso impatto sulla mia vita, infatti non sono piu riuscito a studiare dopo la separazione dei miei genitori e sono rimasto con la licenza media e un sacco di problemi psichici, mi sento inadeguato sul lavoro nella vita in generale, ho incontrato persone che mi sfruttavano o non mi pagavano, e altre volte invece hanno proprio chiuso. questo tipo di esperienze e in piu il rapporto malato che ho ancora tutt’ora con i miei genitori mi sta dando molti problemi tant’e che ho tanti giorni dove sono in depressione tutto il giorno non riesco a fare cio che mi piace, ho dei pensieri di rabbia di colerla fare finita tanto e’ il dolore che mi porto dietro. L’anno scorso ho provato con una psicologa ma non e’ andata bene perche facevo molta fatica a pagarla e non avevo nessun risultato e questo mi faceva sentire ancora piu depresso perche oltre che parlare di cose spiacevoli per tutto il resto della settimana soffrivo e dovevo limitarmi anche nel mangiare perche ero disoccupato, infatti ho usato tutti i risparmi che avevo. Volevo capire a cosa serve la psicoterapia, perche secondo me e’ diventato un optional solo per ricchi, c’e chi come me non ha nessuno che lo aiuta e questi psicologi pensano che con un’ora a settimana uno ci vada con piacere a parlare dei propri problemi per poi doversi interrompere bruscamente mentre sta raccontando un episodio delicato. Probabilmente per voi psicologi questo e’ giusto ma dall’altra parte io avverto una certa non curanza di questi semplici aspetti. Bisogna avere la sensibilita’ di lasciare alle persone il giusto tempo e non farle sentire in difetto perche arrivano in ritardo all’appuntamento. Perche se soffro di ansia e’ normale che io possa arrivare in ritardo. A parte questo la mia domanda e’ se c’e un modo di potersi curare gratis visto che non ho reddito, non proponetemi il cps di competenza perche ci sono gia stato e sanno solo dare farmaci stop Grazie, Buona Giornata

  • Luca

    Da queste ferite,da quelle ferite,non guariremo MAI, fine della storia!

  • Teresa Bressani Bressani

    Buongiorno leggo con attenzione i vostri articoli, i bambini il loro mondo, la psicologia in genere Ma grazie per questi spunti di riflessione, con addirittura la bibliografia! Ma grazie

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