6 grandi ferite che non si rimarginano con il tempo

7 grandi ferite che non si rimarginano con il tempo e 3 modi per affrontarle.

3 GIU 2021 · Tempo di lettura: min.

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6 grandi ferite che non si rimarginano con il tempo

Perché parliamo di ferite che non si rimarginano con il tempo? Inizieremo questa riflessione con una domanda: il tempo può davvero guarire tutto?

Spesso si commette l’errore di affidarsi allo scorrere dei giorni, nell’illusione che possa spazzare via il nostro dolore. Quante volte abbiamo sentito dire: “Vedrai che tra un po’ andrà meglio!”.

È davvero così? No. Non essendo un soggetto attivo, non può avere questo potere. Non sempre, almeno. Non è il semplice scorrere del tempo a guarire le nostre ferite e a far scomparire le nostre sofferenze. Siamo noi gli agenti attivi che devono lavorare durante lo scorrere del tempo.

Non è il passare del tempo in sé a portarci a stare meglio, ma sono le nostre attività, la nostra attitudine e il nostro atteggiamento in quel periodo di tempo a portarci verso il benessere. Sicuramente, in quel frangente, ci sono state esperienze, consapevolezze, azioni, decisioni (anche inconsce) che ci hanno portato verso il cambiamento.

Ma passiamo ora alle ferite che non guariscono da sole.

Ti svegli con un dolore familiare nel tuo cuore. Non ricordi più quand’è l’ultima volta che non hai sentito quel dolore. Anche se a volte lo dimentichi per brevi istanti, ritorna poco dopo: un angoscioso promemoria che da allora tutto è cambiato, e tu hai la sensazione che niente possa più tornare come prima.

Promesse vuote e ottimismo insensato

Le ferite che non guariscono con il tempo sono raramente oggetto di discussione: non sempre se ne parla apertamente, spesso vengono negate. Queste ferite vivono spesso nell'ombra, o vengono affrontate con luoghi comuni tristi e vuoti. E diciamocela tutta: spesso anche molto fastidiosi.

  • "Tutto accade per una ragione."
  • "Guarda il lato positivo delle cose."
  • "Domani sarà un giorno migliore".

Tali frase vuote servono solo ad acuire ed aggravare la disperazione di chi soffre, banalizzandola e non riconoscendo il suo dolore. Non tutte le ferite guariscono facilmente, né con il semplice trascorrere dei giorni.

La realtà è questa: alcune ferite faranno sempre parte di te. Forse diventeranno cicatrici, altre volte si trasformeranno in un vuoto con il quale imparerai a convivere dopo averlo faticosamente accettato. E sebbene non debbano definirti, sono un promemoria quotidiano delle sfide impreviste che la vita ti fatto trovare sul tuo cammino.

1) La morte di una persona a te molto cara

La perdita di un coniuge, di un genitore, di un figlio o di un carissimo amico è sicuramente uno dei dolori più profondi che si possano provare. Quando le persone che ami ti vengono portate via, tutto si ferma, tutto diventa ovattato, sospeso in modo irreale. Ogni giorno, soprattutto subito dopo la scomparsa, hai l'impulso di chiamare quella persona, di parlarci o hai voglia di condividere qualcosa con lui/lei, e poi ti ricordi che non c'è più (non fisicamente, almeno)  lasciando un vuoto nel tuo cuore che molto probabilmente non verrà mai riempito né “rimpiazzato”. Semplicemente imparerai a conviverci.

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2) Una dipendenza

La dipendenza è un'afflizione particolarmente crudele perché la persona che ami è ancora lì ma non è più se stessa: non riesci a riconoscerla. Inoltre, spesso, i tossicodipendenti non accettano aiuto da parte delle persone che li amano. A volte possono ricadere più e più volte. Vedere qualcuno che ami cadere nella dipendenza è una ferita davvero straziante. Ci si sente impotenti, essendo anche una situazione molto difficile da gestire.

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3) Una malattia grave o una malattia cronica

Quando il medico ti parla della tua malattia, non riesci a crederci. "Non è possibile", pensi. Non importa quante volte finirai per chiederti: "Perché? Perché proprio a me?". Non riuscirai a trovare una risposta. Cerchi di vivere la tua vita combattendo contro la paura che la tua condizione peggiori. Per la prima volta, capisci che la vita non è eterna.

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4) Un tradimento

Un tradimento da parte di una persona cara può provocare una sofferenza molto profonda. Trovi difficile fidarti degli altri e allontanarli perché non vuoi più essere ferito. Puoi scegliere di isolarti, costruirti uno scudo o allontanarti dal mondo, convincendoti che stai meglio da solo/a. Il tradimento, in generale, non mette in dubbio solo gli altri: ti fa dubitare anche di te stesso/a.

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5) Una lesione permanente

Devi imparare di nuovo a muoverti nel mondo. Le attività quotidiane che una volta erano semplici, ora richiedono un grande sforzo. Le persone ti guardano con tristezza o pietà, il che ti fa sentire piccolo/a e patetico/a. Vuoi che il tuo dolore se ne vada, ma devi conviverci.

6) Trauma

Il trauma lascia un segno duraturo che può cambiare il corso della tua vita. Può interferire con la tua capacità di sentirti al sicuro, fidarti degli altri o muoverti per il mondo senza paura. Il tempo e lo spazio si fermano e ti ritrovi intrappolato nel senso di terrore che si è verificato nel momento in cui l’evento traumatico è avvenuto. Questo terrore può vivere in te in silenzio o sopraffarti in qualsiasi momento.

Per approfondire:

Come reagire di fronte a una ferita che fa ancora male?

Le ferite che non guariscono non devono definirti. Non ti definiscono. Le lesioni possono ricordarti che la vita è fragile, ma possono anche ricordarti che la vita è preziosa: molti pazienti hanno riferito che tali lesioni li hanno aiutati a vivere nel momento presente e ad apprezzare di più la vita.

Nessuno di noi è esente da lesioni di questo genere. Non importa come le persone si presentino sui social media, alla fine tutti affrontano ferite che non si rimarginano con il semplice passare del tempo.

3 modi per affrontare le ferite della tua vita

1) Trasforma il tuo dolore in una missione

Molti pazienti incanalano il loro dolore trasformandolo in una vera e propria missione. Ad esempio, un amico sopravvissuto al cancro ha trovato un nuovo significato nella vita quando ha iniziato a fare volontariato negli ospedali e a stare vicino alle famiglie e ai malati di cancro. "Se posso offrire loro qualche speranza, allora sono prezioso".

Una donna che è stata aggredita sessualmente si è offerta volontaria per una linea di supporto per giovani donne in crisi. Anche se all'inizio ha faticato, poi l’ha trovato stimolante: “Ho scoperto che 'aiutare gli altri non solo innesca la guarigione in loro, ma anche in me stessa”.

2) Condividi il tuo dolore: non metterlo a tacere

L'isolamento è nemico della guarigione, quindi comunica con gli altri, specialmente con coloro che hanno avuto esperienze simili alla tua. Un gruppo di supporto o una terapia di gruppo è un modo meraviglioso e sicuro per esercitarti ad aprire il tuo cuore e lasciare che gli altri lo conoscano.

3) Continua a crescere.

Il dolore è necessario. Ma non deve governare la tua vita. Non dargli potere su di te. Riconoscilo, accettalo e vai avanti. Sii gentile con te stesso/a prendendoti cura del tuo benessere emotivo e psicologico.

Un consiglio: non affezionarti al dolore. Non aggrapparti a lui. Non chiuderti in te stesso/a. Fatti aiutare: non vergognartente. Si tratta, anzi, di un enorme atto di coraggio.

Se desideri parlare qualcuno che possa aiutarti, ti lasciamo il nostro elenco di professionisti specializzati.

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Bibliografia

  • Herman, J. (2015). Trauma and recovery: The aftermath of violence—from domestic abuse to political terror. (3rd ed). Hachette UK.  
  • Dekel, S., Ein-Dor, T., & Solomon, Z. (2012). Posttraumatic growth and posttraumatic distress: A longitudinal study. Psychological Trauma: Theory, Research, Practice, and Policy, 4(1), 94–101.
  • Neurocircuitry models of posttraumatic stress disorder and beyond: A meta-analysis of functional neuroimaging studies, RonakPatel, NathanSpreng,Lisa M.Shin,Todd A,Girard
  • Marich, J. (2012). Trauma and the twelve steps: A complete guide to enhancing recovery. Warren: Cornersburg Media. 

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