5 abitudini che limitano la capacità di pensare con chiarezza

Certe abitudini psicologiche consumano così tante risorse intellettuali da ridurre le nostre capacità cognitive. Ecco 5 abitudini mentali che limitano la capacità di pensare chiaramente.

13 OTT 2020 · Tempo di lettura: min.
5 abitudini che limitano la capacità di pensare con chiarezza

Il nostro cervello è come il processore di computer: ha un’altissima capacità di elaborare informazioni e di sfruttare le sue risorse intellettuali che può essere utilizzata in qualsiasi momento. Qualsiasi attività concomitante (o stato emotivo) che occupi un’eccessiva parte della nostra capacità intellettuale influisce sulla nostra capacità di concentrarci, risolvere problemi, essere creativi o utilizzare altre abilità cognitive; di conseguenza, il nostro QI operativo viene temporaneamente ridotto.

Per dimostrare questo principio, prova a camminare contando all'indietro partendo da 1000 e togliendo di volta in volta sette (1000, 993, 998, ecc.). Presto smetterai di camminare. Perché? Il tuo cervello deve lavorare abbastanza duramente per fare questo calcolo, tanto che non ha abbastanza risorse per dire alle tue gambe di mettere un piede davanti all'altro. Le attività simultanee più comuni non hanno un impatto significativo sulla nostra capacità di lavorare o studiare. La maggior parte di noi può svolgere diverse attività mentre ascolta musica e può leggere un libro mentre mangia. Tuttavia, alcune abitudini psicologiche consumano così tante risorse intellettuali da ridurre le nostre capacità cognitive. Non molte persone sanno che queste abitudini psicologiche hanno un effetto fortemente dannoso, quindi è improbabile che interrompano ciò che stanno facendo e ciò può influire seriamente sulla capacità di una persona di svolgere un compito al pieno delle sue potenzialità.

5 abitudini psicologiche comuni che influenzano il nostro funzionamento intellettuale

1. Rimuginio e ruminazione mentale

Ripensare ripetutamente ad eventi travolgenti, frustranti o angoscianti, specialmente quando lo facciamo molto spesso e abitualmente, può far traboccare la nostra mente di pensieri o eccitarci emotivamente, il che mette a dura prova le nostre risorse intellettuali. Oltre a influire sul nostro funzionamento cognitivo, rimuginare (abitudine nota anche come ruminazione) può presentare pericoli reali per la nostra salute emotiva.

2. Il senso di colpa patologico

Di tanto in tanto ci sentiamo tutti in colpa. Quando succede, di solito ci scusiamo e agiamo per rimediare. Tuttavia, quando il senso di colpa non viene espresso e si manifesta ripetutamente nella tua mente, si crea un'enorme distrazione cognitiva che compromette seriamente il funzionamento cognitivo. La soluzione è lasciarti alle spalle i sensi di colpa che ti impediscono di andare avanti. Se non riesci ad andare oltre, rivolgiti a un professionista.

3. La condivisione inefficace delle nostre frustrazioni

È probabile che la maggior parte delle persone condivida le proprie frustrazioni con gli amici piuttosto che discuterne con qualcuno che possa aiutarla veramente. Il problema è che ogni volta che raccontiamo la nostra storia ci sentiamo frustrati e infastiditi. La rabbia e la frustrazione richiedono una potenza di elaborazione significativa e lasciano che le lamentele inefficaci assorbano le nostre energie.

4. Incapacità di accettare il rifiuto

Il rifiuto crea dolore emotivo, e quest’ultimo ha un impatto significativo sul nostro umore e ha un grave impatto sul nostro funzionamento cognitivo. Ci fa diventare anche eccessivamente autocritici, un'abitudine che danneggia ulteriormente la nostra autostima, prolungando la durata del nostro disagio emotivo e, con esso, le nostre capacità cognitive continueranno ad essere compromesse.

5. Preoccuparsi

Molte persone non considerano preoccuparsi un male. "Sono solo un po’ preoccupato", diciamo spesso con un sorriso amaro. Ma la preoccupazione crea uno stato emotivo spiacevole che può essere piuttosto dannoso. Quando ci preoccupiamo di qualcosa, questo qualcosa tende ad avere la priorità nella nostra mente, finendo per farci mettere da parte tutto il resto. Ricorda che la preoccupazione, se cerchiamo di pensare a potenziali soluzioni piuttosto che al problema in sé, è più facile da affrontare.

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Bibliografia

  • "Rewire Your Anxious Brain: How to Use the Neuroscience of Fear to End Anxiety, Panic, and Worry", Catherine M Pittman PhD, 2015.
  • "The Book of Overthinking: How to Stop the Cycle of Worry", Gwendoline Smith, ed.: Allen & Unwin, 2020.

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