4 passi per migliorare il tuo autocontrollo emotivo

Alcuni lo chiamano “sangue freddo” ma si tratta piuttosto di avere un’emotività controllata. Quali sono i passi che puoi fare da solo per migliorare il tuo autocontrollo emotivo?

1 DIC 2020 · Tempo di lettura: min.

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4 passi per migliorare il tuo autocontrollo emotivo

Sai cos'è l'autocontrollo emotivo? È quella capacità di modulare le emozioni e mantenere la calma di fronte a situazioni stressanti, negative o che provocano forti reazioni emotive. Alcuni lo chiamano "sangue freddo", ma si tratta piuttosto di avere un'emotività controllata.

Quali sono i passi che puoi fare da solo per migliorare il tuo autocontrollo emotivo?

1º passo: riconosci i "detonatori"

I detonatori possono essere parole, frasi, luoghi situazioni, anche persone che ti fanno "scattare" d'impulso l'emozione. Riconoscere quali sono quelli a cui sei più sensibile ti può aiutare a prevedere la tua reazione.

2º passo: sii consapevole delle reazioni del tuo corpo

Il secondo passo per l'autocontrollo emotivo è la capacità di prendere consapevolezza delle reazioni e dei cambiamenti che sperimenta il proprio corpo quando sente ed esprime un'emozione.

La consapevolezza di come il nostro corpo reagisce richiede un'assenza di giudizio, solo sentire che l'emozione arriva, cresce fino ad arrivare al picco massimo e poi lentamente scende. Il nostro corpo vibra all'arrivo di un'emozione. Noi dobbiamo conoscerlo, ascoltarlo, capire in che punti del nostro corpo l'emozione" scarica" maggiormente e se ci sono variazioni.

Possiamo immaginarci come un'onda che arriva, ci scuote ma poi scivola via. È fondamentale per la gestione delle emozioni imparare ad ascoltarle senza giudicarle o giudicarci quando arrivano.

Molti problemi di somatizzazione del corpo derivano proprio da blocchi emotivi, iper-controllo o meccanismi di difesa che coartano ciò che realmente proviamo. L'ascolto del corpo, anche del dolore che ci creano ci insegnerà a rispettarci di più e a conoscerci più profondamente.

I punti del corpo più colpiti dalle emozioni represse sono la testa, lo stomaco, la cervicale e le articolazioni ma le reazioni sono molto soggettive. In molte occasioni la psicoterapia è una validata terapia per sciogliere i blocchi somatici.

Inizia da solo un percorso di autocontrollo emotivo chiedendoti: in quale parte del corpo esprimo le mie emozioni?

3º passo: mantieni la mente calma

Il terzo passo per un autocontrollo emotivo consiste nel saper mantenere la mente calma per far si che il rendimento della memoria operativa sia al massimo. Se abbiamo seguito e fatto nostro il secondo passo, abbiamo imparato a concentrarci sulle percezioni del corpo e, questa consapevolezza, ci aiuterà piano piano a rallentare il flusso dei pensieri e tenere la mente calma e ben cosciente di ciò che stà avvenendo.

Quando l'arousal emotivo si sarà abbassato, la mente sarà pronta a prendere una decisione concreta rispetto all'accaduto.

C'è una massima che dice:

"Non rispondere quando sei arrabbiato. Non fare promesse quando sei felice. Non prendere decisioni quando sei triste."

Questo perché quando si è in balia delle emozioni il sistema limbico del cervello è attivato (area delle emozioni) e non permette all'area della corteccia prefrontare di prendere decisioni e ragionare con lucidità.

Solo quando la mente tornerà calma potrà attivare tutte le sue abilità di problem solving, ragionamenti complessi e potrà condurti a una decisione ponderata e utile per te stesso e per i tuo futuro.

Ti sei mai chiesto che strategia potresti usare per mantenere la calma quando sei "scosso" dall'onda emotiva?

Ad esempio, alcuni quando sentono che l'emozione è troppo forte cercano di allontanarsi fisicamente dalla situazione emotigena. Una buona strategia è di andare in un posto che emana "tranquillità" per recuperare la calma necessaria.

Altre persone scelgono un'attività rilassante come ascoltare musica, dipingere. Altri si dedicano allo sport e altri ancora cercano il conforto e l'ascolto di amici fidati.

L'importante è che l'emozione venga gestita ed ascoltata a piccole dosi, questo perché ci dà informazioni importanti su di noi e per questo non va allontanata ma accolta dirigendo l'ascolto al nostro interno e non verso l'oggetto che ce l'ha creata!

4º passo: sviluppa la tua intelligenza emotiva

Il quarto passo consiste nell'imparare a gestire le tue emozioni anche nel mezzo di una situazione critica!

Avere intelligenza emotiva significa possedere:

  • la consapevolezza di sé,
  • la capacità di autocontrollo,
  • la motivazione,
  • l'empatia,
  • le abilità sociali.

La parte del cervello relativa all'intelligenza emotiva e sociale è l'ultimo circuito del cervello a diventare anatomicamente maturo e va allenata.

Vi è stata però una tendenza negativa che ha travolto, in particolar modo, la società occidentale e che ha condotto ad una incapacità di comprendere appieno ed affrontare le emozioni umane. Questa tendenza si è riversata in altri settori della vita come la scuola e anche il posto di lavoro.

Le emozioni sono spesso lasciate al di fuori dell'apprendimento scolastico e del luogo di lavoro, privilegiando principi lineari e curricolari e questo ha provocato effetti sia alle imprese e ai dipendenti che agli studenti. Lo sviluppo dell'intelligenza emotiva dovrebbe iniziare dall'infanzia per crescere e svilupparsi adeguatamente ed essere incluso nelle scuole , questo aspetto è comporvato da risultati già presenti nella ricerca sperimentale a partire da Vygotskji (1896-1934) e Piajet (1896-1980) .

Ora piano piano, questo interesse sta crescendo tuttavia le generazioni precedenti si ritrovano a percepirsi spesso "incapaci" di fronte alla gestione delle emozioni che inevitabilmente questa società, con una maggior complessità, ha portato con sé.

Molti adulti ricercano, ad esempio, nelle pratiche meditative, nella lettura di libri sull'autoconsapevolezza, nel web e negli articoli di psicologia, delle tecniche utili per gestire le proprie emozioni. Questa ricerca è il segnale di un bisogno autentico della persona di trovare una soluzione ai propri disagi emotivi.

Può essere un modo per aumentare la consapevolezza tuttavia, ad ora, l'unica modalità per apprendere strategie funzionali per l'autocontrollo emotivo in età adulta è la Psicoterapia.

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Scritto da

Nadia Calderaro Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: 9572

Psicologa e Psicoterapeuta specialista in Terapia Sistemico - relazionale, si occupa di gestione del conflitto di coppia, sostegno alla genitorialità e difficoltà relazionali ed emotive. Iscritta all’Ordine degli Psicologi del Veneto, formata presso il Centro Padovano di Terapia della Famiglia, ha maturato esperienza formativa in psicoterapia presso l’Ulss 6 Euganea.

Bibliografia

  • Channouf, A. e Rouan, G. (2002). Emotions et cognitions, Bruxelles: DeBoeck
  • Compare A., Grossi E.(2012). Stress e disturbi da somatizzazione: Evidence-Based Practice in psicologia clinica
  • Fedeli, D. (2006). Emozioni e successo scolastico, Roma: Carocci Faber
  • Goleman, D. (1998). Lavorare con l'intelligenza emotiva, Milano: Rizzoli­
  • Goleman, D. (2009). La natura dell'intelligenza emotiva, Milano: RCS Libri.
  • Gross, J. J. (2007). Handbook of emotion regulation, New York: The Guilford Press.
  • Ledoux J. (2014). Il cervello emotivo

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