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        <title>Articoli di GuidaPsicologi.it</title>
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        <description>Articoli in GuidaPsicologi.it </description>
        <language>it-IT</language>
        <pubDate>Fri, 30 Mar 2012 00:03:00 +0200</pubDate>
        <copyright></copyright>

                <item>
            <title>Anoressia: un fenomeno in continua crescita</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-un-fenomeno-in-continua-crescita.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <img alt="Anoressia: un fenomeno in continua crescita" src="/site/article/868/1236/anoressia-un-fenomeno-in-continua-crescita_0_ars1.jpg" />
            <br />
                        <p>Secondo i dati della Clinica di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, aumentano ogni anno i casi di ricovero di bambini e adolescenti per motivi di anoressia. L’anoressia in Italia riguarda lo 0.5% degli adolescenti e bambini e i casi di mortalità sono intorno al 5%. Abbiamo intervistato la Dr.ssa Carla Andreucci, direttrice del centro specializzato <strong>Università Autonoma dei Bambini </strong>di Genova, per capire le cause del fenomeno e come è possibile agire per aiutare un adolescente a uscirne.</p>
<p><strong>Secondo lei quali sono le vere cause di questo fenomeno in continua crescita?</strong></p>
<p>Le vere cause del fenomeno dell'<strong>anoressia</strong> coincidono con le dinamiche profonde inerenti il processo di sviluppo e di crescita.</p>
<p>È sicuramente vero che siamo plasmati, tuttavia, anche in un contesto sociale, spesso portatore di messaggi ambivalenti. La società attuale tende infatti a una <strong>maggiore valorizzazione della realizzazione materiale ed esteriore</strong> rispetto a quella interiore. Sin da piccoli i bambini vengono indirizzati a uno sviluppo e ad una realizzazione automatizzate, che seguono alcuni schemi sociali e mentali predefiniti, piuttosto che indurre alla formazione di un sé autentico.</p>
<p>Sembra inoltre che venga sempre più valorizzata, all'interno della società, un'<strong>autonomia precoce del bambino</strong>, che deve essere raggiunta ad ogni costo come fosse una performance coattiva o semplicemente brillante. Viene invece  scoraggiata la regressione e identificata come una forma patologica; molto spesso, al contrario, per non dire sempre, l'uscita dal nostro labirinto interno può realizzarsi soltanto nel nostro passato e nelle nostre fantasie ancestrali: non a caso, molte dottrine psicologiche danno una valenza terapeutica ai simboli, ai miti e alle fiabe.</p>
<p>Tralasciamo i motivi sociali più evidenti, come i modelli corporei proposti dai media, anche se non meno importanti. Non vogliamo appesantire oltremodo questa breve intervista, anche se sicuramente ancora numerose sarebbero le tematiche da affrontare.</p>
<p><strong>Chi è più predisposto a diventare anoressico/a?</strong></p>
<p>La predisposizione a una patologia può essere definita come l'insieme dei fattori, necessari ma non sufficienti, a generare una patologia.</p>
<p>Per la nostra impostazione, riteniamo che la patologia psichica non sia mai qualcosa di ingenerato dall'esterno (come potrebbe essere un virus che provoca l'influenza), ma derivi sempre da un particolare e originale rapporto del soggetto con l'alterità.</p>
<p>In questo senso, considerando l'individuo come un organismo psicosomatico vivente, la predisposizione viene a coincidere con le cause interiori profonde e sociali, per cui il discorso sulla predisposizione è ricompreso nelle risposte successive.</p>
<p>Vedi anche: </p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-che-cosa-spinge-un-bambino-o-una-bambina-a-non-mangiare.html"><strong>Anoressia: che cosa spinge un bambino o una bambina a non mangiare?</strong></a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/sintomi-dellanoressia-quali-sono-i-segni-precoci.html"><strong>Segni precoci dell'anoressia</strong></a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/come-aiutare-un-figlio-o-una-figlia-anoressica.html"><strong>Come aiutare un figlio o una figlia anoressica?</strong></a></p>            ]]></description>

            
            <guid>http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-un-fenomeno-in-continua-crescita.html</guid>
            <pubDate>Thu, 10 May 2012 00:05:00 +0200</pubDate>
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        </item>
                <item>
            <title>Anoressia: che cosa spinge un bambino o una bambina a non mangiare?</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-che-cosa-spinge-un-bambino-o-una-bambina-a-non-mangiare.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <img alt="Anoressia: che cosa spinge un bambino o una bambina a non mangiare?" src="/site/article/869/1235/anoressia-che-cosa-spinge-un-bambino-o-una-bambina-a-non-mangiare_0_ars1.jpg" />
            <br />
                        <p>Quando si parla di <strong>disturbi dell’alimentazione</strong> è importante definire dei percorsi incentrati sul “<strong>vissuto corporeo</strong>”. Con questo termine intendiamo tutti quei sentimenti e quelle fantasie, consce e inconsce, che si materializzano nel nostro corpo, personificando o meno il nostro ideale corporeo e forgiando i nostri tratti somatici e il nostro modo di viverli. Questi sentimenti possono diventare il nostro benessere o le nostre malattie, cosicché sempre di più l'uomo viene considerato un individuo “psicosomatico”. Conseguentemente, se la psiche è in grado di influenzare le manifestazioni, fisiologiche e patologiche del nostro corpo, è facile dedurre che il corpo può essere un libro ove scrivere la propria storia oppure divenire un campo di battaglia dove vengono inscenate le nostre guerre interiori.</p>
<p>L'anoressia e la bulimia rappresentano uno degli esempi più significativi e più dolorosi di una <strong>mancata armonizzazione tra la psiche e il corpo</strong>, sia dal punto di vista della sofferenza psichica, sia dal punto di vista delle conseguenze organiche. In questo particolare scenario disarmonico pare infatti che sia <strong>la psiche ad attaccare il corpo</strong>: assistiamo pertanto a una sorta di “ritiro verbale” del paziente anoressico, il quale delega al corpo il compito di comunicare il suo dolore. Il corpo, pertanto, diventa un simbolo muto e la difficoltà del terapeuta sta nel riportare nella sfera dell'interiorità e, successivamente, nel rendere comunicabile quel particolare stato di sofferenza proiettato sulla propria fisicità.</p>
<p>Generalizzare è sempre rischioso, in quanto la conflittualità sottesa a una condizione patologica è sempre originale e specifica. È comunque possibile indagare <strong>la simbologia universale racchiusa nell'anoressia nervosa</strong>: il corpo, con i suoi bisogni, è violentemente negato, ridotto a una “riga”. La sua negazione è una porta verso la realizzazione della pura spiritualità e dell'ascetismo. La negazione del bisogno umano, che è fondamentalmente il corpo, ha a che fare con l'aspirazione all'onnipotenza, cosa che imparenta l'anoressia con il digiuno mistico preparatorio a pratiche spirituali.</p>
<p>Per esempio, una delle conseguenze più scontate dell'anoressia nervosa è l'amenorrea (cioè la mancanza di flusso mestruale): è la risposta del corpo a una psiche che nega violentemente la crescita e, con essa, la sessualità, la fertilità e l'apertura biologica alla riproduzione, cioè alla comunione con un altro corpo e con un'altra psiche.</p>
<p>La psicoanalista <strong>Mahler</strong> identifica il periodo compreso tra i 5 e i 24 mesi fondamentale per lo sviluppo dell'identità: è infatti il periodo in cui si struttura una separazione e una differenziazione del bambino dalla mamma, in modo da intraprendere un cammino autonomo verso l'individuazione. L'anoressia si configura pertanto come un <strong>bisogno di regredire a una fase antecedente</strong>, negando il processo di individuazione e riaffermando la totipotenza originaria. Il bambino si accanisce pertanto sul corpo, in quanto il corpo come portatore di identità appare il responsabile del doloroso distacco dalla mamma; allo stesso tempo anche la figura materna, evocando lo spettro della separazione, diventa persecutoria e, pertanto, <strong>la guerra contro il cibo diviene un modo per negare la mamma nutrice</strong> e il nutrimento stesso come simbolo di esistenza autonoma e di vita.</p>
<p>Il senso della vita interiore dell'anoressica consiste nel perpetuare questa lotta onnipotente contro il bisogno, che le consente, in modo contraddittorio e ambivalente, l'affermazione di sé. In questo senso va inteso anche il grande affaccendarsi del paziente anoressico per il controllo ossessivo sull'alimentazione: il momento stesso del pranzo, o della cena, diviene una sorta di rituale, all'interno del quale non sono tollerate intrusioni.</p>
<p>Ovviamente la sofferenza insita in questa condizione di conflitto tra il desiderio di esistere come essere umano corporeo e la necessità al contempo di negarlo è notevole.</p>
<p>Vedi anche: </p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-un-fenomeno-in-continua-crescita.html"><strong>Anoressia: un fenomeno in continua crescita</strong></a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/sintomi-dellanoressia-quali-sono-i-segni-precoci.html"><strong>I segni precoci dell'anoressia</strong></a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/come-aiutare-un-figlio-o-una-figlia-anoressica.html"><strong>Come aiutare un figlio o una figlia anoressica?</strong></a></p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Thu, 10 May 2012 00:05:00 +0200</pubDate>
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        </item>
                <item>
            <title>Sintomi dell'anoressia: quali sono i segni precoci?</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/sintomi-dellanoressia-quali-sono-i-segni-precoci.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <img alt="Sintomi dell'anoressia: quali sono i segni precoci?" src="/site/article/870/1234/sintomi-dellanoressia-quali-sono-i-segni-precoci_0_ars1.jpg" />
            <br />
                        <p><strong>Quali sono i segni precoci che possono far scattare l’allarme?</strong></p>
<p>Parlando di segni precoci, è importante riferirli al proprio pediatra per valutare se l'anoressia abbia cause organiche o se si tratti di un disturbo psicosomatico.</p>
<p>Escluse dunque le cause organiche, il medico psichiatra o psicoterapeuta dovrà eseguire una diagnosi differenziale psichiatrica o psicologica. Infatti, molte malattie psichiatriche, quali ad esempio la depressione (come chiusura dell'individuo alle pulsioni vitali), l'isteria, i disturbi dissociativi, le fobie alimentari, la schizofrenia e alcune psicosi organiche possono determinare una mancanza di appetito o un rifiuto del cibo.</p>
<p>Anche in ambito psicologico, sono comunque da prendere in considerazione molte condizioni in cui <strong>i figli usano il rapporto con il cibo come comunicazione di un dissidio con i genitori</strong>: il rifiuto del cibo può esprimere pertanto una vendetta, una ribellione, un bisogno di attirare l'attenzione, una trasgressione, etc. Relativamente alle problematiche scolastiche, sono estremamente frequenti condotte di digiuno o vomito mattutino, specialmente se tali conflitti non vengono verbalizzati e comunicati.</p>
<p>Per queste ragioni, che riguardano la necessità di una diagnosi differenziale completa, può essere corretto non fornire ai genitori la descrizione sterile di una serie di sintomi che possono essere interpretati in modo allarmistico o veicolare le paure stesse dei genitori.</p>
<p>In base alla nostra impostazione, preferiamo non generalizzare e seguire in maniera specifica caso per caso. In ogni caso, sarebbe consigliabile che il genitore leggesse questi sintomi in modo molto impersonale, ricordando che potrebbero essere riferiti a molteplici cause. Ancora più che un'etichetta di malattia, sarebbe auspicabile infatti che il genitore si aprisse a una conoscenza più profonda della personalità dei figli.</p>
<p>In generale, sarebbe importante che i genitori prestassero attenzione al <strong>modo con cui il figlio si rapporta alla propria immagine corporea e all’alimentazione</strong>. Potrà valutare, pertanto, il modo con cui il proprio figlio vive il rapporto col cibo:</p>
<ul>
<li>seil mangiare è vissuto con gioia, o al contrario con sospetto, come un elemento nocivo che fa perdere la stima di sé;</li>
<li>se il ricevere viene vissuto come un atto di amore oppure come un “divorare” (in senso distruttivo);</li>
<li>se l'espellere viene vissuto in modo perverso e assimilato a un atto creativo;</li>
<li>se il bambino/ragazzo organizza intorno all'alimentazione dei rituali, come l'isolamento, lo spezzettare il cibo in tante piccole parti, con l'idea che “scivoli giù” meglio, il nascondere il cibo in luoghi segreti;</li>
<li>se la stima di sé è veicolata esclusivamente dall'immagine corporea, anche se paradossalmente si osserva spesso una tendenza al misticismo come negazione assoluta del corpo;</li>
<li>se la personalità tende al perfezionismo ossessivo, all'ambivalenza o all'aggressività auto- o etero-diretta;</li>
<li>se si osservano comportamenti regressivi; se il bambino/ragazzo mette in atto condotte di eliminazione (vomito autoindotto);</li>
<li> se il bambino/ragazzo controlla ossessivamente il peso sulla bilancia e si rifiuta di raggiungere un peso nella norma;</li>
<li>nell'adolescenza vi può essere un abuso di farmaci lassativi o diuretici.</li>
</ul>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-un-fenomeno-in-continua-crescita.html">Anoressia: un fenomeno in continua crescita</a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-che-cosa-spinge-un-bambino-o-una-bambina-a-non-mangiare.html">Anoressia: che cosa spinge un bambino o una bambina a non mangiare?</a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/come-aiutare-un-figlio-o-una-figlia-anoressica.html">Come aiutare un figlio o una figlia anoressica?</a></p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Thu, 10 May 2012 00:05:00 +0200</pubDate>
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                <item>
            <title>Come aiutare un figlio o una figlia anoressica?</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/come-aiutare-un-figlio-o-una-figlia-anoressica.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <img alt="Come aiutare un figlio o una figlia anoressica?" src="/site/article/871/1233/come-aiutare-un-figlio-o-una-figlia-anoressica_0_ars1.jpg" />
            <br />
                        <p>Se i genitori notano un comportamento anomalo nei confronti del cibo in primo luogo è necessaria una visita pediatrica/medica per una corretta diagnosi differenziale.</p>
<p>Stabilita l'origine psichica del disturbo, <strong>il ragazzo ha soprattutto bisogno di essere accettato</strong> nella sua sofferenza e non colpevolizzato: è meglio parlare dei sentimenti e delle angosce relative all'alimentazione, piuttosto che insistere esclusivamente che il figlio si alimenti. Questo sia per costruire una base di fiducia con i genitori, che spesso costituiscono il polo interno del conflitto, sia per aiutare il bambino/ragazzo a verbalizzare in un linguaggio emozionale il malessere profondo che è stato polarizzato sul corpo.</p>
<p>Essendo che i pazienti anoressici presentano un nucleo di personalità tendente all'autodistruzione e alla morte piuttosto che alla vita, è essenziale che i genitori si adoperino per una comprensione profonda della personalità del figlio, <strong>imparando a riconoscerne le zone vitali</strong>, che andranno incoraggiate al fine di creare un compenso e una sublimazione della sofferenza.</p>
<p>È necessario tentare di stabilire una complicità con le parti più sofferenti e una collaborazione con le parti più sane della personalità del figlio.</p>
<p>Per quanto riguarda le personalità tendenti al misticismo, possiamo consigliare di <strong>incoraggiare lo sviluppo delle aspirazioni spirituali</strong>, ma non come antitesi al corpo ma come armonizzazione (come proponiamo nei nostri percorsi).</p>
<p>Perciò è necessario per i genitori un percorso psicologico da svolgere parallelamente a quello del figlio.</p>
<p>Riteniamo che <strong>l'approccio terapeutico preferibile sia quello a indirizzo psicodinamico</strong>, essendo necessario non solo modificare in modo meccanico il comportamento alimentare, ma soprattutto comprendere profondamente le dinamiche interne delle personalità e della famiglia. </p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-un-fenomeno-in-continua-crescita.html">Anoressia: un fenomeno in continua crescita</a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/anoressia-che-cosa-spinge-un-bambino-o-una-bambina-a-non-mangiare.html">Anoressia: che cosa spinge un bambino o una bambina a non mangiare?</a></p>
<p><a href="http://www.guidapsicologi.it/articoli/sintomi-dellanoressia-quali-sono-i-segni-precoci.html">Sintomi dell'anoressia: quali sono i segni precoci?</a></p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Thu, 10 May 2012 00:05:00 +0200</pubDate>
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        </item>
                <item>
            <title>Come riconoscere un bambino superdotato</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/come-riconoscere-un-bambino-superdotato.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <img alt="Come riconoscere un bambino superdotato" src="/site/article/623/843/come-riconoscere-un-bambino-superdotato_0_ars1.jpg" />
            <br />
                        <p><strong>Riconoscere un bambino superdotato</strong> non è un compito facile, infatti solo il 2% della popolazione infantile ha un quoziente intellettivo uguale o superiore a 130, parametro necessario per identificare un caso straordinario. La metà dei bambini che superano questo quoziente sono di solito bambini con problemi che hanno un basso rendimento scolastico o, in alcuni casi, addirittura un fallimento. Infatti se il bambino non è capito presto può annoiarsi e non essere motivato. Spesso gli insegnanti non sono preparati ad identificare questi casi, perciò vediamo <strong>come riconoscere un bambino superdotato:</strong></p>
<ul>
<li>Il bambino mostra una grande curiosità per l’apprendimento e ha una creatività molto alta</li>
<li><strong>Impara rapidamente </strong>e ha un'ottima memoria.</li>
<li>Si interessa a molte cose diverse e vuole sempre sapere il perchè di tutto.</li>
<li><strong>Non riconosce l’autorità </strong>e dimostra una grande indipendenza.</li>
<li><strong>Capisce </strong>e legge precocemente e senza problemi.</li>
<li><strong>È molto perseverante.</strong></li>
<li>È un <strong>leader naturale</strong> e ha tantissime energie, mentre la sua soglia di stanchezza è molto bassa.</li>
<li>La sua <strong>autostima</strong> a livello scolastico è molto alta, non altrettanto a livello personale.</li>
</ul>
<p>Gli esperti e gli <strong><a title="psicologi" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi.html">psicologi</a></strong> ritengono che le bambine preferiscono nascondere di essere superdotate per evitare le pressioni che subirebbero. Sono più motivate ad essere integrate socialmente, che a raggiungere risultati scolastici di alto livello.</p>
<p>Una diagnosi precoce offre al bambino maggiori possibilità di <strong>crescere in un contesto adeguato alle sue possibilità</strong>, aiutandolo sia nella crescita scolastica che personale.</p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Fri, 30 Mar 2012 00:03:00 +0200</pubDate>
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