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        <title>Articoli di GuidaPsicologi.it</title>
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        <description>Articoli in GuidaPsicologi.it </description>
        <language>it-IT</language>
        <pubDate>Fri, 22 Mar 2013 00:03:00 +0100</pubDate>
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                <item>
            <title>Le difficoltà di concentrazione e i disturbi specifici dell’apprendimento</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/le-difficolta-di-concentrazione-e-i-disturbi-specifici-dellapprendimento.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <p>Le difficoltà di concentrazione e i <a title="disturbi specifici dell'apprendimento" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-disturbi-dellapprendimento-vsubservizi-1243.html"><strong>disturbi specifici dell’apprendimento</strong></a> (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia) sono oggigiorno un problema riscontrato da tante persone nelle più svariate situazioni.</p>
<p>Il mondo d'oggi offre una<strong> stimolazione sensoriale multicanale</strong> e sempre più intensa, basti pensare al televisore che, con l'arrivo del digitale terrestre e dei canali satellitari, offre una possibilità di switch tra centinaia di canali, per non parlare poi degli smartphone che permettono di avere un minicomputer sempre a portata di mano e a facebook che, presente negli smartphone, permette di rimanere in contatto con centinaia di persone in ogni momento.</p>
<p>Tuttavia non solo gli adulti e i ragazzi risentono di questo nuovo modo di vivere, ma anche i <strong>bambini</strong> che possono accedere ad una quantità innumerevole di diversi giochi che forniscono sempre maggiori rinforzi personalizzabili secondo i propri gusti, provocando un<strong> sovraccarico di informazioni</strong> senza fornire strategie adeguate per gestirli.</p>
<p>Chi ha ulteriori difficoltà di base nel gestire questo tipo di informazione, si trova considerevolmente svantaggiato. Adesso però la scienza ha permesso di chiarire in modo specifico da dove derivano le <strong>difficoltà di attenzione</strong> e ha fornito linee guida più specifiche per identificare di quali difficoltà soffre ciascuna persona in modo da poter orientare un eventuale intervento di aiuto e sostegno che porti alla <strong>riabilitazione</strong> oppure al <strong>potenziamento delle abilità di base</strong>.</p>
<p>Questo vale anche per le difficoltà di apprendimento per cui <strong>test specifici</strong> aiutano ad individuare persone con difficoltà specifiche, come per esempio la <strong>difficoltà nella letto-scrittura</strong> (dislessia, disortografia, disgrafia) e nel <strong>calcolo</strong> (discalculia), in cui rimangono inalterate le altre capacità cognitive.</p>
<p>Così, una difficoltà di attenzione compromette le capacità di una persona a mantenere la concentrazione nel tempo con tutte le difficoltà a livello comportamentali che ne conseguono, anche se è presente un livello intellettivo nella norma e spesso anche superiore.</p>
<p>Per questo motivo bambini e ragazzi con difficoltà specifiche in un particolare dominio cognitivo, un tempo venivano e spesso vengono considerati ancora oggi erroneamente, sbadati, svogliati e pigri.</p>
<p>È proprio questa differenza tra le capacità potenziali e i risultati che spesso non fa cogliere l’origine specifica della difficoltà, attribuendo gli scarsi risultati o la percezione di una prestazione inferiore a quella raggiungibile dal soggetto, ad una <strong>mancanza d’interesse</strong> che effettivamente alle volte può essere presente in queste condizioni.</p>
<p>I ripetuti insuccessi, se non trovano una spiegazione specifica, portano la persona stessa ad abbondare le situazioni in cui trova difficoltà, con grandi ripercussioni a livello di <strong>autostima</strong>.</p>
<p>Questo provoca nel ragazzo o nel bambino, a livello emotivo, un senso di demotivazione e di impotenza che anche in futuro lo porterà ad evitare situazioni di questo tipo. È quindi fondamentale, per riuscire a sostenere le persone che hanno queste difficoltà, intervenire preventivamente nell’<strong>età dello sviluppo</strong>, formando genitori, insegnanti, pediatri e tutte le persone che vivono attorno al bambino su queste tematiche. È importante riuscire a fornire dei modelli che permettano alle persone di capire i bisogni specifici di ciascun bambino in modo da poterli seguire sia dal punto di vista educativo che emotivo.</p>
<p>Inoltre bisogna individuare dei percorsi specifici per ciascun bambino di riabilitazione o potenziamento delle abilità carenti che avrà effetto nel lungo periodo, e di compensazione di queste abilità deficitarie per permettere al bambino di rimanere al passo con i compagni ed evitare che sviluppi un senso di impotenza rispetto alle proprie difficoltà.</p>
<p><strong>Foto: <a title="Michele de Matthaeis" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-michele-de-matthaeis-vpsicologi-125765.html">Michele de Matthaeis</a></strong></p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Fri, 17 May 2013 00:05:00 +0200</pubDate>
            <source url= "http://www.guidapsicologi.it">Articoli di GuidaPsicologi.it</source>
        </item>
                <item>
            <title>La Psicoterapia Breve Strategica per la paura di farsela addosso</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/la-psicoterapia-breve-strategica-per-la-paura-di-farsela-addosso.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <p>La <strong>paura di farsela addosso</strong> è caratterizzata dal pensiero di avere un improvviso mal di pancia ed essere quindi obbligati a dover andare in bagno.</p>
<p>Le cause sono molteplici a seconda della variabilità individuale. In genere, però, vi è stato un episodio scatenante, in cui il paziente è stato molto male, in seguito ad un mal di pancia o ha sperimentato una reale incapacità momentanea di controllo o, in altri casi, un semplice virus o un comune mal di pancia possono dar vita a questo problema.</p>
<p>La persona, a causa della paura di "farsela addosso", mette in atto tutta una serie di "tentate soluzioni" per risolvere il proprio problema. Per esempio evita di uscire di casa o di ritrovarsi in luoghi in cui non sa dove sia il bagno o dove non vi siano bagni nelle vicinanze.</p>
<p>Il soggetto costruisce delle vere e proprie <strong>mappe mentali</strong> dei bagni presenti nelle vicinanze, evita i mezzi pubblici preferendo l'utilizzo dei propri per evitare di dipendere dagli altri e poter correre alla ricerca di un bagno in caso di necessità.</p>
<p>Spesso la persona parla del proprio problema con amici o parenti e questo complica ulteriormente la sua risoluzione, in quanto tale tentata soluzione non fa altro che alimentarlo.</p>
<p>In genere, chi soffre di questo problema, della <strong>paura di perdere il controllo</strong>, non beve o non mangia cibi che potrebbero causare il mal di pancia (per esempio bevande fredde, verdure, alcolici, latticini, etc).</p>
<p>Spesso, in questi casi, si parla di<strong> colite nervosa</strong> ed il medico prescrive farmaci antidiarroici ed antispastici. Quando si capisce che questi farmaci non danno i risultati sperati e che il problema è di <strong>origine psicogena</strong>, si passa alla prescrizione di <strong>psicofarmaci</strong>. Ma anche questi farmaci potrebbero non avere l'effetto desiderato.</p>
<p>Il problema della paura di farsela addosso, a causa delle precauzioni e degli evitamenti adottati dal soggetto per <a title="gestione dell'ansia" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-ansia-vsubservizi-1252.html"><strong>gestire l'ansia</strong></a>, incide in maniera pesante sulla qualità della vita della persona che ne soffre.</p>
<p>La <strong>Psicoterapia Breve Strategica</strong> è particolarmente indicata in questi casi, poiché utilizza protocolli di trattamento specifici che permettono in tempi brevi di risolvere il problema. Il terapeuta strategico adotterà una serie di stratagemmi per driblare le resistenze al cambiamento del paziente e raggiungere il risultato. </p>
<p>Il <strong>terapeuta</strong> lavorerà per creare un accordo, funzionale alla salute del paziente, fra la mente e le sue percezioni e l'apparato gastrointestinale. Cioè farà in modo che la mente pensi all'apparato in un modo flessibile e non così costante e invalidante, tanto da alterarne realmente la funzionalità. Lo scopo dell'intervento è quindi far in modo che l'apparato gastrointestinale non dia più da pensare alla mente del paziente che finalmente potrà occuparsi di altro.</p>
<p>Per poter ottenere risultati duraturi e, soprattutto, in tempi brevi, il terapeuta strategico adotta tecniche paradossali facendo in modo che il paziente affronti la propria paura: la paura evitata, infatti, diviene prima timor panico e poi panico vero e proprio.</p>
<p>La <a title="fobie" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-fobie-vsubservizi-1259.html"><strong>paura</strong></a>, invece, guardata in faccia, si trasforma in coraggio. Se il paziente continuerà ad evitare di guardare in faccia il fantasma che lo spaventa, continuerà a scappare dalla paura, ma se sotto la guida vigile del terapeuta, si volta a guardarlo in faccia, scoprirà che il fantasma, che lo aveva tanto spaventato e inseguito, svanisce.</p>
<p><strong>Foto: Consulta de Psicoanálisis Ruy Henríquez</strong></p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Thu, 16 May 2013 00:05:00 +0200</pubDate>
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        </item>
                <item>
            <title>Disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e Psicoterapia breve strategica</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/disturbo-ossessivo-compulsivo-doc-e-psicoterapia-breve-strategica.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <p>Il <strong>disturbo ossessivo compulsivo</strong> è considerato "la bestia nera" dei terapeuti. Il suo trattamento rappresenta però per la Psicoterapia Breve Strategica un vero e proprio punto di forza.</p>
<p>Questa problematica, nonostante possa manifestarsi in infinite variabili, presenta una struttura specifica, che ha permesso di elaborare un protocollo di <strong>trattamento specifico</strong> che ha ottenuto ottimi risultati (G. Nardone, 1993).</p>
<p>Il <strong>disturbo ossessivo-compulsivo</strong> o DOC è descrivibile concretamente con l'immmagine di una persona che è costretta da una <a title="fobie" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-fobie-vsubservizi-1259.html"><strong>fissazione fobica</strong></a> ad eseguire particolari ritualizzate azioni (G. Nardone, 2000).</p>
<p>La persona ha una percezione della realtà basata su una fobia che porta il paziente a reagire attraverso il pensiero, formule mentali o azioni compulsive, nel tantativo di ridurre le sue paure. Il disturbo è caratterizzato, infatti, da <strong>ossessioni</strong>, cioè <strong>pensieri ricorrenti</strong>, che possono riguardare il mantenere in un certo ordine gli oggetti, la contaminazione tramite la stretta di mano, la chiusura del gas o delle porte di casa o della macchina, la possibilità di fare del male a qualcuno o di poterlo uccidere, ecc.... I pensieri sono i più diversi ma in qualsiasi caso creano dubbi così grandi nella mente della persona che fanno si che si crei in essa uno <strong>stato di paura</strong> (G. Nardone, 1998).</p>
<p>La paura, a sua volta, porta il soggetto a creare dei veri e propri rituali di controllo, di carattere compulsivo con lo scopo di allentare la <strong>paura di perdere il controllo</strong>. Il controllo viene quindi mantenuto grazie alla messa in atto dei rituali che possono assumere forme assai bizzarre: controllare più volte il rubinetto del gas o di aver chiuso la porta o fare movimenti precisi o ripetere formule mentali... Anche qui possiamo trovare una varietà enorme nelle forme che può assumere il rituale. In ogni caso la persona non riesce a farne a meno anche se si rende conto che il rituale non ha senso, è irrazionale.</p>
<p>Caratteristica distintiva del disturbo ossessivo-compulsivo è che la persona dopo un pò non teme più la paura originaria, ma è l'impossibilità di cessare l'esecuzione dei rituali a spaventarla molto ( G. Nardone, 2000).</p>
<p>I rituali possono manifestarsi sotto forma di azioni o di pensieri.</p>
<p>Nel primo caso si possono distinguere <strong>vari tipi di rituale</strong>:</p>
<ul><li>quelli detti <strong>riparatori</strong> (G. Nardone 2008) servono per riparare quello che si crede sia accaduto (possono essere di tipo numerabile, ovvero controllo di lavarmi le mani per 3 volte oppure a sensazione ovvero mi lavo le mani finchè sono sicura che ho scampato il pericolo del contagio);</li>
<li>quelli detti <strong>preventivi</strong> servono per prevenire qualcosa che si teme;</li>
<li>quelli detti <strong>propiziatori</strong>, attuati con lo scopo di non far avvenire qualcosa che si teme;</li>
<li>quelli detti <strong>magici</strong> implicano che il rituale abbia il potere di ifluenzare la realtà.</li>
</ul><p>Possiamo inoltre distinguere<strong> compulsioni mentali</strong> caratterizzati non da azioni, ma da pensieri strutturati in rituali (conteggi mentali, ripetizione di parole, conteggi di targhe di macchine, richieste continue di rassicurazioni ai familiari, etc.).</p>
<p>Anche i familiari potrebbero assumere un ruolo all'interno della patologia: si pensi al caso in cui sono costretti a seguire tutti i rituali della persona per poter garantire che questo sia svolto al meglio.</p>
<p>La <strong><a title="psicoterapia" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-psicoterapia-vservizi-986.html">Psicoterapia</a> Breve Strategica</strong> prevede un trattamento differente a seconda delle diverse tipologie di disturbo. Il trattamento in questo caso potrebbe consistere nel variare la struttura del rituale (per esempio con l'aggiunta di un'azione in più da compiere) o facendolo svolgere un certo numero di volte ( G. Nardone, 2008) con lo scopo di fare in modo che sia il paziente a prendere il controllo sul proprio problema, anzichè lasciarsi guidare e sopraffare da questo.</p>
<p><strong>Foto: <a title="Dott. Cristiano Piva" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-dott-cristiano-piva-vpsicologi-108555.html">Dott. Cristiano Piva</a></strong></p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Fri, 03 May 2013 00:05:00 +0200</pubDate>
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        </item>
                <item>
            <title>Separazione: traumi dei figli di genitori separati</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/separazione-traumi-dei-figli-di-genitori-separati.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <p>Le<strong> crisi di coppia</strong> possono coinvolgere un <strong>figlio</strong> ancora prima della separazione avvenuta. Hanno infatti prospettive peggiori quei figli che da lungo tempo stavano sperimentando il cattivo funzionamento dei genitori soprattutto se c’erano esplosioni in grida, reazioni violente, aggressioni fisiche.</p>
<p>Nella fase tumultuosa non tutti riescono a mantenere la percezione del loro <strong>ruolo genitoriale</strong> e infatti accade spesso che i bambini vengano triangolati nella conflittualità.</p>
<p>Questo accade non per disamore nei confronti dei figli, ma perché l’evento separazione coinvolge le persone in modo talmente intenso che queste non colgono la ferita che può colpire i <strong>bambini</strong>.</p>
<p>La <a title="separazione" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-affidi-e-genitorialita-vsubservizi-1269.html"><strong>separazione</strong></a> in molti casi rappresenta nella sua drammaticità un evento auspicabile ai fini di una maggior serenità ed è quindi da considerare un evento coerente quando è la conclusione più razionale che si accompagna alla presa di coscienza che le cose non andavano.</p>
<p>L'evento separazione presuppone la <strong>riorganizzazione della famiglia</strong> in due nuclei separati e un <strong>riadattamento dei figli</strong>.</p>
<p>Dobbiamo esaminare cosa accade nel sottosistema <strong>genitori- bambino</strong>. Infatti la perdita percepita dai bambini della coppia genitoriale  è una delle cause principali della loro sofferenza. L'allontanamento da casa di uno dei due genitori, costituisce forse l'<strong>evento più traumatico</strong> per il figlio che avrà reazioni diverse in rapporto all'età, al sesso, al livello di maturità, al ruolo occupato nella famiglia e al livello di preparazione emotiva avuto in precedenza.</p>
<p>Nell'<strong>infanzia</strong> spesso si verificano manifestazioni di timore, <strong>ansia</strong>, <strong>depressione</strong>, fantasie magiche di ricomposizione della famiglia e l’angoscia di rimanere soli. Si può generare instabilità, irritabilità, aggressività, <strong>disagi</strong> e <strong>somatizzazioni</strong>. Una delle reazioni più frequenti è la negazione e la rabbia.</p>
<p>In <strong>preadolescenza</strong> (9-12 anni) si hanno comunque vissuti di perdita, sofferenza con componenti depressive o dominanza di fantasie di riconciliazione dei genitori. In questi bambini possono comparire reazioni compensative come <strong>enuresi notturna</strong> o l'<strong>iperfagia</strong> oppure l’inizio di <strong>rituali ossessivi</strong>. Possono presentarsi anche disturbi come cefalee persistenti, gastriti o asma bronchiale, che i pediatri indicheranno come <strong>psicosomatici</strong>.</p>
<p>In <strong>adolescenza</strong> spesso i comportamenti , anche leggermente trasgressivi del ragazzo o della ragazza vengono ridefiniti (es. è così a causa dei comportamenti di suo padre/ madre). Negli adolescenti la percezione della svolta è spesso molto traumatica perché difficilmente dispongono di una percezione positiva della famiglia dal momento che la maggior parte ha avuto una partecipazione, anche durata anni, alla discordia tra i genitori.</p>
<p>Rispetto al bambino piccolo, difficilmente l'adolescente subirà lo<strong> shock improvviso</strong> della separazione dei genitori, anche se sul piano clinico si possono osservare reazioni più o meno acute all'evento come rifiuto di vedere il padre o la madre, in alcuni casi si riscontra l'avvio di comportamenti devianti o atteggiamenti provocatori come le <strong>fughe da casa</strong>.</p>
<p>C'è da dire però che l'incidenza di disturbi importanti e persistenti nei figli di separati è bassa e si verifica soprattutto quando vi è una problematica irrisolta a carico della coppia che si è "separata male".</p>
<p>La <a title="terapie di coppia" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-terapie-di-coppia-vsubservizi-1268.html"><strong>terapia di coppia</strong></a> o la <a title="terapie familiari" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-terapie-familiari-vsubservizi-1267.html"><strong>mediazione familiare</strong></a>, a seconda dei casi, possono essere utili e funzionali proprio ad una "buona separazione" dei coniugi affinché non siano i figli a pagare le conseguenze di una mancata o cattiva separazione e per poter continuare a garantir loro un adeguato <strong>sostegno emotivo</strong>.</p>
<p><strong>Foto: <a title="Armonie in Famiglia - Dott.ssa Silvania Barnini" href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-armonie-in-famiglia-dottssa-silvania-barnini-vpsicologi-125403.html">Armonie in Famiglia - Dott.ssa Silvania Barnini</a></strong></p>            ]]></description>

            
            <guid>http://www.guidapsicologi.it/articoli/separazione-traumi-dei-figli-di-genitori-separati.html</guid>
            <pubDate>Fri, 05 Apr 2013 00:04:00 +0200</pubDate>
            <source url= "http://www.guidapsicologi.it">Articoli di GuidaPsicologi.it</source>
        </item>
                <item>
            <title>L'ipnosi come cura dei disturbi psicosomatici</title>
            <link>http://www.guidapsicologi.it/articoli/lipnosi-come-cura-dei-disturbi-psicosomatici.html</link>
            <description><![CDATA[
                        <p>Il significato dell’<strong>ipnositerapia dei <a href="http://www.guidapsicologi.it/disturbi-psicosomatici-ts-7663678.html">disordini psicosomatici</a></strong> può essere compreso alla luce delle principali acquisizioni della Medicina psicosomatica, intesa come approccio olistico alla Medicina, all’intera personalità del malato, della cui emotivitàsi deve sempre tener conto.</p>
<p>Curare i disordini psicosomatici con l'<a href="http://www.guidapsicologi.it/psicologi-ipnosi-vsubservizi-2919.html">ipnosi</a> significari volgersi con finalità terapeutiche alle alterazioni emotive sottese ai sintomi, quali ansia, depressione, aggressività ecc… centrando la terapia sulla dinamica di tali alterazioni, più che sui sintomi che ne sono il riflesso. La semplice soppressione del sintomo, senza il concomitante lavoro per la risoluzione del conflitto emotivo, può determinare a volte l’anattesa comparsa di un sintomo di sostituzione. Perciò di solito l’approccio più completo alla malattia psicosomatica si ha <strong>combinando l’ipnosi con l’indagine psicoterapeutica.</strong></p>
<p>In certi casi di malattia psicosomatica, quando non è possibile attuare col paziente una ricerca diretta alle cause emotive sottese ai sintomi, vengono allora impiegate delle procedure che mirano ad abolire, ridurre, sostituire o dislocare i sintomi, manipolandoli direttamente unitamente all’ansia che li alimenta.</p>
<p>La bibliografia sull’ipnositerapia dei disordini psicosomatici ha raggiunto ormai proporzioni considerevoli.</p>
<p>Nei disturbi <strong>gastrointestinali</strong> sono compresi ulcere gastroduodenali, gastritecronica, colite, costipazione, bruciori di stomaco, iperacidità…Le connessioni tra tali mal funzioni digestive ed emozioni sono state ampiamente descritte in letteratura.</p>
<p><strong>Il paziente deve capire il meccanismo del suo malessere</strong> e come gli stimoli emotivi non siano solo la causa dei suoi sintomi, ma li mantengono in uno stato di cronicità.</p>
<ul><li>Oltre ai disturbi gastrointesinali sono state prese in esame tachicardie, extrasistole,ipertensioni arteriose, cefalee, emicranie…</li>
<li>Tra i <strong>disturbi respiratori</strong> è stata particolarmente oggetto di attenzione l’asmabronchiale, nella cui eziopatogenesi i fattori psichici agiscono un ruolo dominante.</li>
<li>Tra i<strong> disturbi urinari</strong> trattati favorevolmente con l’ipnositerapia appare in primopiano l’enuresi notturna, disturbo particolarmente frequente in età pediatrica.</li>
<li>Tra i <strong>disturbi sessuali</strong> sono state favorevolmente trattate vaginismo, frigidità edimpotenza, sterilità, dismenorrea, eiaculazione precoce… </li>
</ul><p>Il trattamento è ottenuto con una combinazione d’ipnosi e psicoterapia, per meglio affrontare il materiale inconscio svolto con il paziente in stato di trance.</p>
<ul><li>Tra i <strong>disturbi cutanei</strong> le forme curate con l’ipnosi sono l’eczema, alopecia areata,erpete semplice, pruriti, orticaria ,verruche…</li>
<li>Tra i <strong>disturbi neuromuscolari</strong> sono stati favorevolmente trattati con ipnositerapia tic, balbuzie, contratture anche associate a disfunzioni articolari, quale torcicollo, lombalgia, sciatalgia, non sostenute da lesioni obbiettivabili degne di nota.</li>
</ul><p><strong>Dr.ssa Giorgia Federici</strong> psicologa-psicoterapeuta</p>            ]]></description>

            
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            <pubDate>Fri, 22 Mar 2013 00:03:00 +0100</pubDate>
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