Una persona è pazza se pensa solo alla morte dopo una brutta disgrazia?

Inviata da Rita De Vivo. 26 mag 2016 2 Risposte

Se si pensa solo alla morte e non si riesce a immaginare il futuro dopo una brutta disgrazia, si è diventati pazzi?

2 Risposte

  • Miglior risposta

    Gentile Rita,
    da ciò che ha scritto non è ben chiaro cosa le è successo, le posso comunque dire che in linea generale, è normale e comprensibile avere difficoltà nel progettare un nuovo futuro in seguito ad un evento particolarmente doloroso e devastante.La mente, cosi come il corpo, hanno bisogno di tempo per ritrovare le proprie energie e motivazioni, sia per andare avanti e sia per ridare un senso alla propria esistenza. Valuti la possibilità di richiedere un aiuto, che sia di un professionista o di persone a lei care, questo lo decida lei, ma è sempre importante non sentirsi e non essere soli in momenti cosi dolorosi.
    Non esiti a farmi altre domande qualora ne sentisse il bisogno.

    Un Caro Saluto,
    Dott.ssa Cristina Anile, Padova

    Pubblicato il 27 Maggio 2016

    Logo Dott.ssa Cristina Anile

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    • Buonasera Rita, più un evento è critico (a maggior ragione se si parla di lutti) più ci si sente tristi, impotenti, sopraffatti, che non si può andare avanti, che non si hanno le risorse, che siamo da soli, etc. etc. Questo è normale e, addirittura, fisiologico. Naturalmente, sapere queste cose non allevia di un millimetro le emozioni ed i sensi di Sè di cui sopra. Tuttavia, altre informazioni da sottolineare sono che, a questi eventi, bisogna dare lo spazio (mentale ed emotivo), senza cercare di evitarli costantemente. Se non si affrontano, con la giusta tempistica (da capire quale, anche grazie a professionisti in questo specifico settore), non potranno mai essere integrati e metabolizzati (che non significa dimenticare ma, anzi, ricordare grazie a condizioni emotive diverse). Con il rischio di portarsi questa sofferenza emotiva per mesi e anni. Una sofferenza emotiva (quando cronicizzata ed irrigidita), ribadisco, che non è lì per ricordarci l'evento critico e farcelo superare, ma solo per farci rimanere immobili e con poche risorse per tentare di proseguire il nostro percorso evolutivo. Talvolta, dunque, è bene farsi aiutare proprio quando non si ha motivazione ad interagire con nessuno, a chiedere supporto a nessuno, a dare spiegazioni a nessuno, etc. In questi momenti, per quanto difficile, non bisogna "volere" farsi aiutare (se si aspetta questo, la motivazione interna potrebbe arrivare dopo chissà quanto), ma chiedere immediatamente un sostegno.
      Buona fortuna,
      dott. M

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      Pubblicato il 29 Maggio 2016

      Logo Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta

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