Ha senso parlare con il suo terapeuta?

Inviata da Anna. 10 gen 2017 3 Risposte

Salve, una mia familiare va in terapia da uno o due anni con evidenti benefici. Nonostante ciò certi suoi comportamenti mi creano ancora dei problemi, ma lei non capisce il mio disagio. Sono davvero molto stufa e sto pensando di prendere appuntamento con il suo terapeuta per parlarne, in quanto un po' visto che finora ha fatto un buon lavoro un po' perché la conosce potrebbe aiutare anche me nel rapporto con lei, anche se in modo discreto e indiretto. Non è mia intenzione pormi come quella che vuole sapere i fatti della mia parente e neanche come quella che ne vuole parlare male o erigere il terapeuta a giudice e so che lui non può dirmi nulla né riferire nulla. A me sembra una buona idea, ma ho paura di venire rimbalzata perché in qualche modo inficerei la loro relazione ed è proprio quello che non voglio. Ho pensato di chiedere a lei di prendere appuntamento insieme, ma penso che rifiuterebbe. Che ne pensate? Grazie

3 Risposte

  • Miglior risposta

    Cara Anna, provi a parlarne in primis con la sua parente e, qualora ottenesse un rifiuto, nulla le vieta di contattare il terapeuta e confrontarsi con lui. Ovviamente il segreto professionale non può essere violato ma la possibilità di esposizione della problematica da lei avvertita e una riflessione insieme può essere senza problemi affrontata.
    Cordialmente
    Dott.ssa Annalisa Caretti

    Pubblicato il 12 Gennaio 2017

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    • Cara Anna,
      il primo consiglio che ci sentiamo di darle è di confrontarsi direttamente con la sua familiare. Potrebbe essere che questi suoi comportamenti abbiano per lei un significato e un'utilità e non debbano in questo momento essere modificati.
      In caso contrario, il confronto potrebbe bastare a risolvere il conflitto latente che c'è fra di voi.
      In ultimo, se dovesse sentire l'esigenza di contattare un terapeuta, essendoci un rapporto di fiducia tra paziente e professionista, non è possibile per lei farsi seguire dallo stesso psicologo, per non incrinare la relazione già esistente. Il discorso sarebbe invece diverso se fosse la sua familiare a fare richiesta di una Sua presenza in o una più sedute.
      Un cortese saluto,
      Studio Itaca

      Pubblicato il 12 Gennaio 2017

      Logo Itaca
      Itaca Parma

      2 Risposte

    • Gentile Anna,
      la strada ideale da percorrere è proprio quella di prendere appuntamento assieme a questa sua famigliare.
      Come ha detto lei, generalmente è scorretto per uno psicologo prendere in carico un famigliare di un paziente per parlare durante il colloquio proprio di quel paziente che segue da tempo, in quanto può andare ad intaccare la relazione psicologo-paziente.
      Il mio suggerimento, quindi, è quello di parlare assieme a questa parente e prendere un appuntamento assieme.
      Eventualmente, se il disagio persiste ed è anche importante, può esserle utile contattare un altro psicologo in modo da iniziare un percorso con lui, suo ed esclusivo.
      Resto a disposizione

      Un caro saluto,
      dott.ssa Giorgia Salvagno
      Psicologa a Venezia e Online

      Pubblicato il 11 Gennaio 2017

      Logo Dott.ssa Giorgia Salvagno

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