Come gestire un soggetto affetto da DDI? È veramente un suicidio?

Inviata da Kaai Sanmartín. 20 mar 2017 2 Risposte

Lui soffre del Disturbo dissociativo dell'identità. È da mesi che gli dico di ritornare in terapia ma per problemi economici non se lo può permettere. Ha abusato parecchio di varie sostanze e ovviamente tutto ciò non ha fatto che peggiorare la situazione.
Lui è un poeta, è l'unica cosa che accomuna tutte le sue personalità. Io ero la sua musa. Ha scritto centinaia di poesie per me o ispirate a me. Mi ha amata follemente, intensamente. Sono l'unica persona che sa del suo problema e l'unica a cui ha permesso di cercare di gestirlo. L'unica persona con cui si confida e l'unica a cui riservava un amore così speciale.
Era da un paio di mesi che non vedevo più la sua personalità base, quella di cui mi ero innamorata, vedevo solo brutte copie e personalità indecise e superficiali. Irritanti. Dopo un litigio a causa dei miei genitori, lui decise di chiedermi una pausa perché diceva di non sapere più cosa provava per me. Due giorni dopo mi scrisse dicendomi che non riusciva ad andare contro i suoi sentimenti, e di stare serena. Mi amava ancora. Mi amavano ancora.
Sabato abbiamo fatto l'amore, e mi giurava il suo amore. Il sentimento che provava per me era la sua unica sicurezza, la sua unica costante, l'unica cosa che non metteva in dubbio. Domenica però, uno di loro mi ha detto che aveva sentito tutti i suoi sentimenti spegnersi d'un tratto. Che non è che non mi ama, è che non sente nulla. Nonostante ciò, non vuole assolutamente che io sparisca dalla sua vita, perché ha bisogno di me e sono l'unica persona di cui si fida. Ha detto che i sentimenti ci sono, ma non sa in quale maniera. Gli ho chiesto se LUI mi ama ancora, e mi ha detto che era sicuro di sì, ma che non sapeva quando sarebbe ritornato. Mi ha detto di stare certa che tornerà da me al 100%, perché quando si risveglierà capirà che gli altri hanno fatto un gran casino e cercherà di riavermi con sé. Che per adesso la miglior decisione è finirla qua perché a lungo andare mi avrebbe distrutta ancora di più.
Mi sento terribilmente vuota senza di lui. Sola. Abbandonata. Dolorante. Ieri sera ho dormito da lui, e mentre mi svuotavo piangendo lacrime su lacrime lui mi abbracciava scusandosi. Un anno fa mi promise che non mi avrebbe più lasciato da sola, vuole mantenere questa promessa ad ogni costo e pretende di essere lui a consolarmi e a rimarginare la ferita che lui stesso ha provocato.
Stamattina gli ho lasciato una lunga lettera dicendogli che se anche Lui mi dirà che non mi ama più, me ne farò una ragione e andrò avanti. Ho bisogno solo di Lui. Lo amo come non ho mai amato nessuno, e mi ha amata come non ha mai fatto nessuno.
È possibile che possa essere veramente finita qua? È possibile che lui possa non risvegliarsi più? Dopo aver condiviso così tanto, è possibile che non mi ami più? Ero tutto per lui. L'unica persona che lo faceva ancora sentire vivo. L'unico motivo per andare avanti. Perché? Come faccio a gestire tutto questo? E se dovesse ritornare dovrei essere pronta ad accoglierlo quando so che dopo un po' ritornerà ad essere un altro?

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2 Risposte

  • Miglior risposta

    Gentile utente,
    come certamente saprà, nel disturbo dissociativo di identità (DDI) si stabilisce una discontinuità tra i processi psichici per cui la mente perde la sua capacità di integrazione a livello della coscienza, della memoria, dell'identità e della percezione con una frammentazione del soggetto in diversi stati del Sè.
    Pertanto, dispiace dirlo, l'amore di cui lei parla, sarà pure un amore speciale ma resterà pur sempre un amore su cui non si può fare affidamento e questa cosa lei la sta vivendo ora sulla sua pelle.
    Questa patologia è seria e la psicoterapia (associata talvolta a un supporto farmacologico) richiede tempi lunghi e molto impegno.
    Sulla base di queste premesse, il mio suggerimento è quello di chiedere innanzitutto per se stessa un sostegno psicologico per essere aiutata a rafforzare la sua autostima sì da essere in grado di gestire correttamente l'eventuale chiusura di questa storia.
    Cordiali saluti.
    Dr. Gennaro Fiore
    medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

    Pubblicato il 21 Marzo 2017

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    • Gentile Kaai,
      dalle sue parole si comprende il dolore e contemporaneamente l'affetto che la Sua relazione porta. Spesso la difficoltà sta nel perpetuare stessi schemi e stessi pensieri che, come un disco rotto, ci portano in una situazione di loop sofferente.
      Ripensare e trovare nuovi modi di stare (o non stare) nella relazione, dare significato nella Sua storia personale e tessere questa matassa di fili può essere un lavoro fatto in un percorso di psicoterapia.

      Rimando a disposizione,

      studio dott. Giancarlo Gramaglia
      Torino

      Pubblicato il 21 Marzo 2017

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